Difficoltà scolastiche e psicopatologie – 3

Abbiamo visto come per superare le difficoltà scolastiche sia necessario puntare su tecnica e qualità dello studio. Ci sono casi in cui modificare questi aspetti risulta non sufficiente al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Veniamo ai problemi di ordine superiore di cui parlavo in precedenza.
Nel migliore dei casi, le difficoltà scolastiche sono attribuibili a carenze nella motivazione, autostima, costanza e modalità di studio.

Quando però il ragazzo riferisce ansia durante lo studio, ansia o panico durante l’interrogazione, paura dell’interazione con i professori, paura del giudizio, paura dell’esposizione davanti alla classe, blocco della performance caratterizzato da lunghi silenzi, ansia anticipatoria, angoscia mattutina, incubi notturni, somatizzazioni (mal di stomaco, pancia, testa, ect…) allora non si tratta solo di tecnica da acquisire.

La gran parte delle difficoltà scolastiche è accompagnata da questi sintomi, i quali devono diventare campanelli d’allarme non trascurabili. Molto probabilmente siamo all’interno di un disturbo d’ansia che può cronicizzarsi in breve tempo, soprattutto poiché purtroppo queste difficoltà non vanno via semplicemente con il passare del tempo o con un atto di buona volontà.

È necessario un lavoro di competenza esclusivamente psicoterapeutica, mirato a curare disturbi all’apparenza passeggeri, che se non risolti aggravano sicuramente la condizione dello studente che vedrà i sintomi aumentare nel tempo. Di conseguenza anche le difficoltà scolastiche rimarranno le stesse, se non addirittura peggioreranno.

Soprattutto in certi contesti italiani, è molto frequente assistere a genitori che davanti all’evidenza delle difficoltà dello studente, ne ignorano totalmente la richiesta di aiuto.

Peggio, ne sminuiscono i sintomi o la possibilità di consultare uno specialista, attribuendosi (arrogantemente o in buona fede) la capacità di riconoscere la soluzione migliore per il figlio, senza possedere le abilità per distinguere una condizione patologica da una passeggera.

È fondamentale quindi che i genitori e gli insegnanti riconoscano i sintomi psicopatologici alla base delle difficoltà scolastiche, soprattutto che colgano al volo la richiesta di aiuto di un ragazzo in difficoltà.

Bisogna tener fortemente in considerazione che probabilmente tra il presentarsi del sintomo e la denuncia dello stesso, è passato un tempo sufficiente ad aggravarlo.

La psicoterapia diventa un’opportunità per offrire al ragazzo un salto qualitativo che avrà un’influenza inevitabile su tutto l’arco di vita.
Per concludere, il percorso di psicoterapia non deve essere necessariamente lungo.

L’ideale sarebbe svolgere un percorso mirato alla soluzione del problema specifico e che utilizzi delle strategie che favoriscano la risoluzione del problema nel minor tempo possibile.
La Terapia Breve Strategica si fonda su questi principi di efficacia e di efficienza, sia che si tratti di problemi da risolvere, sia che si tratti di psicopatologie invalidanti.

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